
Descrizione
Il primo impatto è con i due ponti di mattoni e pietra, il Puente de Cabrera e quello di Espinosa, entrambi del XVII secolo. Attraversarli mentre il Darro scorre sotto ti dà la sensazione di essere in un altro tempo. Alzando lo sguardo verso destra, la collina della Sabika ti regala una vista della Alhambra che cambia a ogni passo: prima la Torre de la Vela e quella del Cubo, poi la Torre de Comares che svetta sopra tutto.
Gli edifici che si affacciano sulla strada raccontano storie diverse. C'è El Bañuelo, i bagni arabi dell'XI secolo meglio conservati di tutta la Spagna, nascosto dietro una facciata che non lascia immaginare cosa trovi dentro. Le sale con quelle cupole stellate ti lasciano senza parole. Poco più avanti il Convento di Santa Catalina de Zafra custodisce la Casa de Zafra, una delle poche case arabe del XIV secolo ancora intatte a Granada.
La Casa de Castril, oggi Museo Archeologico, è un gioiello rinascimentale del 1539. La sua facciata plateresca, probabilmente opera di Diego de Siloé, ha nel dintello della porta la Torre de Comares, blasone concesso dai Re Cattolici alla famiglia. Dall'interno le viste sulla Alhambra sono spettacolari.
Di fronte, la piccola Chiesa di San Pedro e San Pablo sorge sui resti di un'antica moschea. L'edificio attuale è del 1560, ma conserva un bellissimo soffitto mudéjar e opere di artisti come Pedro de Mena.
Il bello di questa passeggiata è che ogni angolo ti racconta qualcosa. I resti dell'arco del Puente del Cadí, che un tempo collegava l'Alhambra all'Albaicín, ti fanno immaginare com'era la città secoli fa. Se vuoi approfondire ogni dettaglio, un'audioguida può aiutarti a non perdere le storie più nascoste. Alla fine la strada si apre nel Paseo de los Tristes, dove la vista della Alhambra ti toglie il fiato. È il finale perfetto di una camminata che ti fa innamorare di Granada.
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